Occhio a Google

Google è il motore di ricerca più utilizzato al mondo, ormai si utilizza Google anche se potremo benissimo digitare il sito da visualizzare. Indubbiamente Google ha saputo cogliere il desiderio dell’utente medio-basso di semplicità (basti guardare la sua home page), conquistando utenti con i suoi innumerevoli servizi (per una lista completa dei servizi guardare http://www.google.it/intl/it/options/)

Tanto che, oggi come oggi ha raggiunto una potenza economica tale da poter far tremare addirittura il colosso di Redmon (Microsoft).

Prima di addentrarci nella lotta fra Microsoft e Google, ripercorriamo brevemente la storia di Google. Il progetto nasce dall’incontro nel 1995 di due studenti universitari di Stanford: Larri Page e Sergey Brin. L’innovazione fondamentale è l’invenzione di un rivoluzionare algoritmo di indicizazione delle pagine web: PageRank. Non mi soffermerò a parlare delle specifiche tecniche (a detta di Google) di quest’ultimo visto che potrebbe risultare noiso, tuttavia è doveroso accennare che: Google ritiene questo sistema “democratico” mentre il sorgente di quest’algoritmo è chiuso, quindi non possiamo capirne neanche bene a fondo il suo meccanismo. Basti sapere che grazie a questa invenzione, Google riuscì nel 2001 ad imporsi nella rete come il più grande motore di ricerca, di pari passo con una politica di immagine, al punto che si arrivò a definire Google come: il “gigante buono” attraverso la collaborazione-sfruttamento della comunità Open Source, con eventi come il “summer of code”, tutto nell’ottica di attirare la simpatia di questa comunità, garantendosi in questo modo software qualitativamente migliore. Come può allora Google, un motore di ricerca, mettere in ginocchio la Microsoft, due società completamente diverse?

La risposta in realtà è molto semplice ed il teatro di questo scontro è proprio la rete.

Innanzi tutto Google ha accesso, ad una miriade di informazioni che gli provengono da tutti gli utenti che usufruiscono di tutti i suoi relativi servizi, anche mentre si compie la più semplice ricerca, Google tiene traccia di tutto e di tutti!

Questi dati vengono sfruttati per proporre pubblicità ad hoc all’interno delle nostre ricerche e seguendo l’argomentazione di John Battelle, l’ascesa dell’ “economia di ricerca”. Battelle sostiene che il futuro del commercio online sarà legato alle ricerche perosonalizzate pagate dagli utenti, e Doogle che detiene il database più grande delle “intenzioni di ricerca” dei navigatori, si trova in una posizione ideale per soddisfarle. Sfruttando un tipo di mercato chiamato a “coda lunga”, in cui gli acquisti singoli di un prodotto si verificano con estrema frequenza, mentre molti aquisti da parte di una singola persona si verificano con scarsità.

Google e Microsoft combatteranno inevitabilmente per il controllo della catalogazione della ricerca e dell’estrazione delle informazioni.

Al momento nessuno degli attori coinvolti ha una posizioni di predominio, naturalmente questo è un bene: cosa significherebbe un monopolio totale del mercato di ricerca? Le prime considerazione sarebbero sulla privacy: di che sono i dati che vengono indicizzati e sui quali si effettuano ricerche e si generano profitti?

Un’altra strategia utilizzata da Google risiede nella fiducia che riponiamo in uno strumento come un motore di ricerca, tendenzialmente diamo per scontato che la tecnica ci fornisca dei risultati oggettivi; tuttavia PageRank non ci mostra una ricerca oggettiva, bensì soggettiva, dettata da cosa Google ci vuol far vedere o non far vedere; è il caso eclatante è in Cina e negli U.S.A., dove sono stati oscurati centinaia di siti web, i quali non compaiono minimamente fra le ricerche di Google, giustificandolo come una richiesta da parte di enti governativi.

La potenza di Google, non si limita soltanto al suo fatturato annuo di più di 180 miliardi $; Google incarna propriamente il dominio tecnologico della ricerca scientifica che si fa strumento di gestione della conoscenza.

L’unica via di fuga da questa chiusura dell’informazione, può arrivare soltanto dalla condivisione, la condivisione dell’informazione, del sapere; gli strumenti sono a nostra disposizione (blog, peer-to-peer, media-indipendenti) per espandere le nostre libertà nella rete che vediamo piano piano dissolversi, l’unico vero limite è la nostra pigrizia.

 

 

 

Linux Day 2007

Il Linux Day è una manifestazione nazionale articolata in eventi locali che ha lo scopo di promuovere Linux e il software libero. Il Linux Day è promosso da ILS (Italian Linux Society) e organizzato localmente dai LUG italiani e dagli altri gruppi che condividono le finalità della manifestazione.
La responsabilità dei singoli eventi locali è lasciata ai rispettivi gruppi organizzatori, che hanno libertà di scelta per quanto riguarda i dettagli delle iniziative locali, nel rispetto delle linee guida generali della manifestazione. La prima edizione del Linux Day si è tenuta il 1 dicembre 2001 in circa quaranta città sparse su tutto il territorio nazionale. Il numero è notevolmente cresciuto negli anni divenendo ormai un appuntamento immancabile nel panorama del software libero italiano.

La manifestazione a Roma si svolgerà il 27 Ottobre 2007, dalle 9:30 alle 18:30, approssimativamente.

Presso l’Università di Roma, Tor Vergata, Via della Ricerca Scientifica, 1

http://www.linuxdayroma.org/

 

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